17 novembre 2010

Architettura

Parlare di Architettura può significare coprire spazi immensi, non solo in senso fisico e territoriale, ma anche e soprattutto in senso culturale ed ideologico. Se intendiamo infatti l’Architettura rifacendoci al significato letterale del termine (ossia alla sua origine latina "architectura") si arriva a "scomodare" l’arte di formare, attraverso mezzi tecnico-costruttivi, spazi fruibili per le necessità dell’uomo. Si tratta dunque di tutte le modificazioni non casuali operate dall’uomo sul paesaggio che lo circonda, quindi non solo di edifici o monumenti, ma anche di autostrade, ponti, giardini, gallerie e di ogni opera di ingegneria di tal tipo. Del resto è recentemente invalsa l’opinione secondo la quale la storia dell’architettura va riletta non solo in stretto rapporto con quello che è l’arte delle varie epoche, ma anche con quello che testimonia lo sviluppo dell’uomo nella ricerca antropologica: prevale quindi l’abbandono della rigida demarcazione tra l’architettura che potremmo definire "nobile e colta" (costituita in genere da palazzi e monumenti) e quella "minore e popolare" (che comprende l’organizzazione degli spazi abitativi, l’edilizia e la cura per gli interni, con particolare attenzione al design), al fine di comprendere l’architettura come rivelatrice di messaggi ideologici e di atteggiamenti socioculturali, di esigenze politiche, militari e civili. Tale consapevolezza permette oggi di percorrere una strada di interpretazione e salvaguardia dei valori architettonici in senso lato, al passo con i cambiamenti dei materiali da costruzione, con le mutate esigenze e con l’avanzare della tecnologia. In tutti gli ambiti di questo settore quindi, dal ruolo di volano anticrisi svolto dall’architettura monumentale in molte società preindustriali, a quella domestica a campagnola che costituiscono simboli e caratteristiche di ogni determinato periodo storico, affiora in maniera inequivocabilmente interessante l’espressione di valori, cultura, disagi e problematiche sociali. E quindi noi di Correre nel verde non potevamo tralasciare le suggestioni di un’arte tanto ampia e fiorente che cerca di conciliare alla perfezione (seppur a volte senza successo) l’aspetto naturalistico con quello ad oggi più diffusamente "umano" ed urbanistico, almeno laddove non ci sia conflitto tra natura e ambiente, intendendo per quest’ultimo l’esternazione della natura umana attraverso modifiche non distruttive.

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